Ken Meyer Jr. è illustratore e fumettista. Fin dagli anni Ottanta ha collaborato con importanti realtà come Marvel Comics, Dark Horse e Wizards of the Coast, realizzando celebri illustrazioni per Magic: The Gathering e altri giochi di ruolo e carte collezionabili. Nel corso della sua carriera ha lavorato anche per il settore videoludico e pubblicitario.
Come è iniziata la tua carriera nell’illustrazione? Quali studi hai fatto e come sei arrivato al tuo primo lavoro?
Ho lavorato mentre studiavo al college, per il giornale scolastico… probabilmente quello è stato il mio primo lavoro. Ai tempi del college, appena uscito dalle superiori, ero uno studente terribile e non ho imparato molto lì. Tutto quello che ho imparato è stato sul campo, facendo vari lavori freelance un po’ ovunque. Ho lavorato per agenzie pubblicitarie, aziende videoludiche, compagnie di produzioni online, aziende con contratti militari e tante altre.
Hai illustrato molte carte leggendarie di Magic: The Gathering: Guardian Beast, Kird Ape, Snow Devil… quali sono quelle di cui sei più soddisfatto e di quale, invece, cambieresti qualcosa?
Beh, ho la sensazione che QUALUNQUE illustratore rifarebbe QUALSIASI cosa da zero, se si parla di lavori di diverso tempo fa… per molti, come anche per me, tutto è iniziato da MTG. Lavorando per la White Wolf, la compagnia che produce giochi, ho conosciuto un altro artista che mi ha presentato alla Wizards of the Coast.
Detto questo, penso che la mia preferita sia Stone-Throwing Devils, perché è la combinazione di uno sfondo realistico con personaggi buffi e cartooneschi. Ho fatto anche nuove versioni di quella carta, così come di altre che ho realizzato in passato.

Come lavori quando devi pensare l’illustrazione per una carta? Pensi e realizzi il dipinto in largo formato in modo che venga poi adattato o lavori già in piccolo formato?
Beh, a quel tempo l’azienda era piccola, nata da poco e aveva un normalissimo scanner. Questo è il motivo principale per cui ogni illustrazione doveva avere determinate misure (mi sembra di ricordare 11×14 cm, ma non sono sicuro). Il 5 maggio ho postato una foto del mio amico Dale Kuklinski che tiene in mano la Guardian Beast originale e si può vedere quanto il dipinto sia piccolo in realtà.

Per molti giocatori e amanti dell’arte di MTG, le tue carte richiamano la golden age del gioco e, di conseguenza, sono in qualche modo intrise di nostalgia. Qual è la tua percezione, oggi, del lavoro fatto su MTG rispetto alla tua vita e alla totalità del tuo percorso?
Il lavoro fatto su MTG è rimasto con me tutto questo tempo in molti modi diversi… le illustrazioni che ho realizzato sono il motivo per cui partecipo ai tornei e alle convention, vendo le mie opere online, creo nuovi lavori, realizzo artwork alternativi delle carte, ecc. Magic mi ha assistito e sostenuto ben oltre ogni mia aspettativa sotto tutti i punti di vista!
Hai lavorato anche nel mondo dei fumetti, in particolare per Marvel Comics, e uno dei tuoi lavori più importanti in quel campo è Atmospherics, scritto da Warren Ellis. Come è stata quell’esperienza?
Vorrei che la mia memoria fosse migliore così da potermi ricordare tutti i dettagli! Da quello che ricordo, mi mandarono solo la sceneggiatura. Cercavo uno stile realistico per quella storia, così scattai delle foto di diversi amici come reference, seguendo una specie di storyboard (potete vedere alcune immagini relative ai materiali preparatori di Atmospherics nella galleria di immagini che segue). È un metodo che ho usato spesso per i miei lavori più realistici. Le mie esperienze in Marvel, poi, sono abbastanza varie, in base al tipo di progetto in cui ero coinvolto (anche se non sono stati molti).







Leggendo la tua biografia si nota che, per larga parte della tua carriera, hai lavorato su commissione. Senti che ci sia un contrasto tra questo modo di lavorare e la creatività? C’è un processo continuativo per venire incontro al cliente o, al contrario, è capitato che il cliente si adattasse alla tua visione?
Oh, certo, io sono sicuramente un artista commerciale, un illustratore… non un artista in senso “stretto”, ecco. Ho realizzato delle opere che possono essere considerate arte pura, credo, ma la percentuale è piuttosto bassa. Le bollette non si pagano da sole e, per lungo tempo, ho avuto una famiglia da supportare, per questo non ho e non ho mai avuto il privilegio di dipingere per me stesso e sperare che a qualcuno piacessero abbastanza i miei lavori da comprarli.
Ci sono stati alcuni casi nei quali la mia visione non corrispondeva a quella del cliente ma, quando sei un illustratore, devi essere pronto a rifare più volte quello su cui stai lavorando. Per esempio, quando sono stato assunto per realizzare alcune illustrazioni per un gioco di carte di World of Warcraft, avevo un art director eccezionale, Mark Irwin, ma la persona sopra di lui era…beh, era uno stronzo. Mark mi girava i suoi messaggi ed erano veramente meschini. Accettarono due illustrazioni su nove, ma Mark si impegnò per far sì che venissi pagato per tutte. Mark, grazie ancora!
Un’ultima domanda: ci sono artisti italiani, più contemporanei o meno, che ammiri? Se sì, chi sono?
Hmmm… ce ne sono molti, anche se appunto la mia memoria fa schifo! Sicuramente direi Simone Bianchi, Milo Manara e Tanino Liberatore. Ci sono anche diversi illustratori italiani di MTG che mi piacciono, ma purtroppo al momento non riesco a ricordare i loro nomi.
Scriptorium Comics ringrazia Ken Meyer Jr. per la disponibilità e le immagini fornite.
Traduttore dal giapponese e ricercatore indipendente. Ha tradotto e traduce per Coconino Press, In Your Face Comix, Musubi Edizioni, Canicola Edizioni e Atmosphere Libri. Si occupa prevalentemente di critica fumettistica e cinematografica e ha scritto per diverse pubblicazioni cartacee e online (Manga Academica, Lo Spazio Bianco, L’indiscreto, Asian Feast tra le altre). Per Weird Books ha pubblicato il libro “Punk e cyberpunk nel cinema giapponese. Visioni ibride di carne e metallo” (2024).

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