Nekojiru Udon Bonus

Nekojiru Udon è un cult assoluto del fumetto mondiale. Per celebrarne l’importanza e la pubblicazione italiana nel 2025 – che, ricordo, è a opera di In Your Face Comix all’interno della collana Yami curata da Danilo “Uriel” Tucceri con le mie traduzioni – troverete in questo articolo alcuni materiali inediti, tratti dal numero 6 della rivista Garo del 1992, numero speciale dedicato a Nekojiru.

Sono testi che riflettono le grandi suggestioni provocate dal manga della defunta autrice e che dimostrano la sua rilevanza all’interno del panorama fumettistico giapponese.

Sō Kurokawa (psicanalista)

L’inquietudine dei sogni

Quando ero bambino, ogni volta che avevo la febbre facevo un sogno. Era come se uno yōkai apparisse da un angolo della mia casa e avevo il dubbio se mi trovassi in un sogno o la realtà. Sentivo come se la febbre poteva annunciarmi il suo arrivo.
I sogni dell’infanzia hanno un potere inquietante.
Ho anche sognato spesso di continuare a cadere da un luogo alto, come un ponte d’acciaio. Ricordo anche un sogno all’età di tre anni in cui salivo su un taxi di fronte a un vicino ristorante di sushi e l’autista era Pinocchio (Pinocchio mi spaventava, così come i pagliacci). Avevo paura che uno yōkai o Pinocchio apparissero dagli angoli bui della casa, anche di giorno, e questa paura è rimasta fino a quando non ho iniziato la scuola elementare e mi sono trasferito in un’altra casa.
Credo che l’inquietudine generata dalle opere di Nekojiru assomigli alle sensazioni date da un sogno del genere. Ebbene, questa sensazione mi accompagna ancora un po’. A volte mi capita di cadere in un sonno molto breve mentre leggo un libro. In questi momenti, nel sonno, la storia esce dal quadro della ragione e si gonfia in forme strane e bizzarre.
A volte mi addormento mentre scrivo (o meglio, mentre non riesco più a scrivere con una certa continuità). Nel sogno, i miei pensieri cominciano a moltiplicarsi a piacimento, come se avessi perso il timone, e quando alla fine mi riprendo (?), metto per iscritto ciò che ho appena visto.
Gli aborigeni australiani non fanno alcuna distinzione tra sogni e realtà. Il film di Wim Wenders Fino alla fine del mondo si basa su questa sensibilità aborigena. Nel film, coloro che sfruttano e divorano eccessivamente i loro sogni sono a loro volta divorati da essi. “Sogno” e “realtà” sono collegati come un unico mondo e, prima di rendersene conto, si esce dalla realtà per entrare nel sogno. Wenders si è avvalso di tecnologie come l’alta definizione nel tentativo di rappresentare i dettagli di questi “sogni” in modo molto preciso (anche se i suoi tentativi non sono sempre riusciti). Al contrario, trovo interessante che Nekojiru sembra rivolgersi a un mondo simile attraverso figure estremamente infantili. Tuttavia, i disegni di Nekojiru, che a prima vista sembrano sgraziati e che, giustamente, possono essere definiti heta-uma, prendono anche una strada stilistica parallela. La composizione grafica audace, la resa del testo scritto come icona e l’uso elaborato dei retini, così come il tentativo di dare a ogni vignetta molte sfumature, sono le sue caratteristiche uniche (e rappresentano l’esatto opposto della metodologia di Takashi Nemoto).
Ci sono molte strade per l’avanguardia.
Nei sogni, il “sadismo”, la “cattiveria” e tutte le altre cose che si trovano nel profondo dell’essere umano si agitano vorticosamente. Per questo motivo, siamo disgustati dall’orrore dei nostri sogni e spesso li mettiamo delicatamente a tacere. E questo va bene. Ma di tanto in tanto arriva un’artista senza peli sulla lingua come Nekojiru e toglie il velo sopra quei sogni.
L’ambientazione di Nekojiru Udon ricorda gli anni Sessanta o, al massimo, i primi anni Settanta. In questo senso, ha qualcosa in comune con opere “nostalgiche” come Chibi Maruko-chan1 e Il mio vicino Totoro. Tuttavia, a Nekojiru Udon manca sicuramente una cosa che le opere menzionate condividono: ciò che gli manca, forse, è quello sguardo ordinato sul passato una volta che si è diventati adulti. Uno sguardo fermo e deciso, in cui nessuno strappa i testicoli a un gattino o tormenta un vecchio. Tuttavia, coloro che hanno trascinato con sé la forma dei loro sogni d’infanzia sono, in realtà, ancora da qualche parte là fuori a ripetere tali inefficaci atti efferati.
Secondo quanto ho sentito dire, Nekojiru è una donna di circa 24 anni. Se è così, il paesaggio urbano di Nekojiru Udon potrebbe essere un paesaggio mentale che oscilla tra i suoi déjà vu, per così dire, piuttosto che uno basato su un’esperienza reale, ma mi piace comunque il modo inquietante in cui questo tipo di paesaggio fluttua nella sua testa senza alcuna preoccupazione.

Le 25 espressioni differenti di Nyāko, illustrazione di Suzy Amakane, Garo, 1992.

Suzy Amakane (mangaka e illustratore, 1956-)

Il fascino di una feroce duplicità

A prima vista, sembra un’opera simpatica con i “gattini”. Nonostante l’aspetto fantastico dei personaggi, tuttavia, il contenuto della storia è al tempo stesso violento ed estremamente crudele! Credo che uno dei punti di forza di Nekojiru Udon sia la netta differenza tra le sue due facce. È una mia impressione o dopo averlo letto si prova sempre una strana sensazione di freddo, come se un angelo e un diavolo fossero stati messi a forza nella testa del lettore e poi mescolati insieme?

Toshiko Tsuchihashi (mangaka e illustratrice, 1960-)

Nekojiru Udon mi rende dinamica

Nel manga di Nekojiru, c’è quella sorta di crudeltà inconscia (sia nelle azioni che nelle parole) di quando si è bambini. Vivendo oggi come un’adulta, mi sembra di stare in un mondo in cui non posso mostrare davvero me stessa, e questo mi rende nostalgica e invidiosa. Sono un po’ triste quando mi rendo conto che il mio cervello sta diventando rigido e lineare senza che io me ne accorga, ma non vedo l’ora di leggere Nekojiru Udon ogni mese. Dopo averlo letto, sento che il mio cervello è un po’ più dinamico.

Kyōko Okazaki (mangaka e illustratrice, 1963-)

Non mi piace

Quando ho letto per la prima volta il manga di Nekojiru, ho pensato “non mi piace”. È carino, ma non va da nessuna parte e non riesco ad andare avanti a leggerlo. Due gattini spiaccicano degli insetti divertendosi in modo selvaggio e spericolato. Sempre loro guardano morire bruciati degli operai che lavorano. È disgustoso. Non mi piace. Tuttavia, credo che questa sensazione di fastidio sia molto importante per la vita umana, e proprio questo alla fine mi fa amare quest’opera.

Imiri Sakabashira (mangaka e illustratore, 1964-)

I disegni sono così belli che sono invidioso

Un anziano che passa più di un’ora a tagliarsi la barba con un rasoio elettrico è fastidioso. Non riesce a dormire perché è preoccupato per la valvola principale del gas e girovaga in cucina per due ore. Nonostante ciò, a volte lascia l’acqua del bagno aperta. È deprimente pensare che potrebbe continuare a essere un fantasma anche dopo la sua morte…
“Mangia merda, bevi piscio!”… Le parole di saggezza della vecchia megera vomitate ripetutamente come un incantesimo nel sottopassaggio di Shibuya, con un impatto potente, mi hanno riportato a essere un adulto ragionevole: “Questa tizia è pericolosa”. L’anziana signora, nota come “Pinky”, si aggira tutto il giorno con una sprezzante camicia da notte rosa e pantofole di gomma ai piedi. La sua gamma di attività è così ampia che potreste essere sorpresi di incontrarla in luoghi inaspettati. Si dice che un tempo fosse una donna di grande talento, ma il suo volto è scuro e cesellato da un’alimentazione squilibrata e dalla sporcizia, ed è una figura popolare tra gli scolari, perché ricorda un asceta indiano. Ho già detto molto su di lei. Le storie sulle stranezze non finiscono mai.
Le storie di Nekojiru Udon che coinvolgono strani uomini e dei gatti lasciano una forte suggestione, ma il punto è che tutti sono abitanti del primo mondo e vedono solo il presente.
Spesso scrivo i miei manga senza pensare al futuro, e verso la fine faccio fatica, ma a volte penso che Nekojiru non abbia pensato molto a quello che stava per disegnare, e questo mi fa entrare in sintonia con lei.
Comunque, gli strambi, anche se sono felici nel presente, possono morire cinque minuti dopo a causa del loro carattere e da questo i gatti e i bambini non sembrano discostarsi.
I falliti vanno dappertutto, ma gli innocenti stanno a casa (alla festa del presidente Nagai2, siamo stati fermati a casa del signor Yamano, ma la signora Yamano, ovvero Nekojiru, era in camera sua a giocare con il NES).
Probabilmente ci sono molti bambini che uccidono i loro amici perché si lasciano trasportare dai giochi, o che ripetono lo schema fermandosi appena prima di commettere un crimine…
Tra l’altro, i signori Yamano erano molto gentili. Come fan, attendo con ansia altri loro manga interessanti in futuro.

1 Manga di Momoko Sakura (1965-2018), adattato anche in un famoso anime, pubblicato sulla rivista shōjo Ribon di Shūeisha tra il 1986 e il 2016. Dal 2019 è ricominciata la serializzazione con i disegni di Kohagi Botan.

2 Katsuichi Nagai (1921-1996) è stato fondatore della casa editrice Seirindo e cofondatore di Garo.


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